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Tour in moto Sardegna: 3 itinerari e consigli pratici

Chi organizza un tour in moto in Sardegna di solito parte con un’idea precisa: il giro dell’isola, la costa, il mare. Poi arriva nell’interno e cambia piano. Basta una mattina tra le curve del Supramonte, con la macchia che profuma di cisto e nessuna macchina davanti per mezz’ora, per capire che il vero viaggio è altrove.

Qui trovate tre itinerari con il loro carattere, i periodi giusti, la logistica del traghetto e gli errori che vediamo fare più spesso. Il punto di vista è quello di chi organizza viaggi in moto di gruppo dal 1999.

Tour in moto Sardegna: perché l’isola funziona così bene sulle due ruote

La Sardegna non ha i passi alpini né il traffico delle strade più battute del continente. Ha altro: una rete di strade che si arrampicano tra granito e sughereti, tornanti larghi e ben leggibili, rettilinei lunghi dove la moto respira. E ha spazio. La densità abitativa è tra le più basse d’Italia, e nell’interno si guida per tratti lunghi senza incontrare quasi nessuno.

Per un gruppo questo vuol dire un ritmo di marcia fluido, senza code né sorpassi forzati, e la possibilità di fermarsi dove capita: un belvedere, un bar di paese, un nuraghe sul bordo della strada. Sono i momenti in cui il gruppo smette di essere una fila di caschi e diventa un gruppo di persone.

C’è anche una ragione pratica. L’isola ha dimensioni che permettono di cambiare paesaggio ogni giorno senza fare tappe massacranti: la costa granitica del nord, le montagne del centro, le dune e le miniere dismesse dell’ovest. Per questo un buon itinerario sardo non è mai un anello veloce attorno al perimetro, ma una scelta ragionata di territori.

Tre itinerari per un tour in moto in Sardegna

Gallura e Nord-Est: granito, Limbara e arcipelago

È la Sardegna più nota, ma si può guidare in modo meno scontato. Partendo da Olbia, invece di infilare la costa, conviene salire verso Tempio Pausania e il massiccio del Monte Limbara, che supera i 1.350 metri e regala curve in quota con vista fino al mare. Da lì si scende verso Aggius e la Valle della Luna, dove il granito prende forme da paesaggio lunare.

La parte costiera arriva dopo: Santa Teresa Gallura, Capo Testa, poi il versante di Palau con il traghetto per La Maddalena. È un itinerario adatto a chi vuole mare e strade belle insieme, con tappe brevi e molte occasioni per fermarsi. Il consiglio è evitare la Costa Smeralda nelle ore centrali dei weekend estivi: la strada è bella, il traffico un po’ meno.

Barbagia, Supramonte e Orientale Sarda: il cuore dell’isola

Se dovessimo scegliere un solo itinerario, sarebbe questo. Si parte da Nuoro e si entra in un’altra Sardegna: Orgosolo con i suoi murales, Oliena ai piedi del Supramonte, poi la discesa verso Dorgali e Cala Gonone sul Golfo di Orosei.

Il pezzo forte è la SS125, l’Orientale Sarda, nel tratto tra Dorgali e Baunei, che passa dal valico di Genna Silana a circa 1.000 metri di quota. È una strada di montagna vera, con panorami sul Supramonte e curve che premiano chi guida con pulizia più di chi guida con fretta. Chi vuole aggiungere altitudine può puntare al Gennargentu, la cui vetta più alta, Punta La Marmora, arriva a 1.834 metri, passando da paesi di montagna come Fonni, Desulo e Tonara.

A fine giornata si scende verso Arbatax e le sue rocce rosse, in Ogliastra, per un ultimo sguardo al mare prima di tornare dentro. Qui il ritmo è più lento: le strade chiedono attenzione e i paesi chiedono tempo.

Costa ovest e Sulcis: Bosa, Alghero, Costa Verde

L’ovest è l’itinerario più cinematografico. La strada costiera tra Bosa e Alghero, una cinquantina di chilometri scavati sopra il mare, è una di quelle che si ricordano a occhi chiusi. Poi Capo Caccia, le scogliere, i tramonti sul mare aperto.

Scendendo verso sud si incontra l’Oristanese e poi la Costa Verde, con le miniere abbandonate di Ingurtosu e Montevecchio e le grandi dune di Piscinas. Attenzione: gli ultimi chilometri per Piscinas sono sterrati, quindi con una moto stradale va valutato con calma, soprattutto in gruppo. Più a sud il Sulcis offre Masua con il Pan di Zucchero e, per chi ha tempo, l’isola di San Pietro con Carloforte, raggiungibile in traghetto da Portovesme.

Come mettere insieme un giro di 9 giorni

Chi ha una settimana abbondante può unire i tre territori, rinunciando però a qualcosa. Una struttura che funziona, indicativa e da adattare:

Giorni Zona Carattere
1-2 Olbia, Gallura, Limbara Ingresso morbido, curve in quota, mare
3-4 Nuoro, Supramonte, Orientale Sarda Il cuore dell’isola, strade di montagna
5 Trasferimento verso Oristano Giornata più lunga, tratti scorrevoli
6-7 Costa Verde e Sulcis Dune, miniere, costa selvaggia
8 Bosa e Alghero La costa più scenografica
9 Rientro verso il porto Margine per imprevisti e imbarco

Lasciare un giorno di respiro è una regola che ripetiamo sempre: un guasto, un temporale o una giornata di vento forte possono rimescolare le tappe, e l’imbarco non aspetta.

Quando andare in Sardegna in moto

Il periodo conta più di quanto sembri, perché l’isola cambia molto con le stagioni.

Periodo Cosa aspettarsi
Aprile – inizio giugno Clima mite, campagna in fiore, strade libere. Qualche giornata instabile
Fine giugno – agosto Caldo forte, che nell’interno può superare i 35 gradi. Costa affollata, traghetti pieni
Settembre – metà ottobre Mare ancora caldo, luce bellissima, meno traffico. Il periodo che consigliamo di più
Novembre – marzo Possibile, ma con giornate corte e meteo variabile

Se potete scegliere, puntate su maggio-giugno o su settembre. Con queste finestre si guida meglio, si dorme meglio e si trovano strutture con più margine.

Traghetto, moto e logistica

La Sardegna si raggiunge in traghetto da Genova, Livorno, Civitavecchia e Piombino, con arrivi tra Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres e altri porti dell’isola. La traversata notturna è comoda per chi parte dal Nord: si carica la moto la sera, si dorme in cabina e si sbarca già sull’isola.

In estate le moto trovano posto con difficoltà e le tariffe seguono la stagione, quindi conviene prenotare con largo anticipo e verificare orari e condizioni direttamente con le compagnie.

Consigli pratici per guidare in Sardegna

Sono cose che non stanno sulle guide turistiche e che invece fanno la differenza.

  • Animali sulla strada. Mucche, pecore, maiali e cavalli allo stato brado girano liberi, anche dietro una curva cieca. Nell’interno si guida sempre con la possibilità di dover frenare.
  • Carburante. Nei paesi di montagna i distributori sono pochi e gli orari sono quelli di paese. Fate il pieno quando passate, senza aspettare la riserva.
  • Sabbia e ghiaia. Dopo un temporale, le curve possono avere detriti. Meglio entrare con anticipo e uscire con gas dolce.
  • Vento. Il maestrale può essere forte, soprattutto sulle strade esposte e vicino alla costa. In moto si sente, e stanca.
  • Caldo. Giacca ventilata e bere spesso. Chi parte il mattino presto guadagna ore di guida buona prima del caldo.
  • Pioggia. Anche in estate un antipioggia nel baule non fa male. Per l’elenco completo di cosa mettere in valigia, abbiamo scritto cosa portare in un viaggio in moto di una settimana.
  • Ritmi. La distanza sulla mappa inganna: 150 chilometri di strade di montagna richiedono molto più tempo di 150 chilometri di statale.

Domande frequenti sul tour in moto in Sardegna

Quanti giorni servono per il giro della Sardegna in moto?
Per vedere bene un territorio ne bastano 4-5. Per un giro che ne tocchi più di uno, il minimo sensato è una settimana, meglio nove giorni, per non trasformare il viaggio in una corsa.

Serve una moto particolare?
No. Una naked, una sport-touring, una crossover o una moto da turismo vanno benissimo, perché le strade sono asfaltate. Le maxi-enduro danno più comfort sulle tratte lunghe e permettono qualche deviazione.

È meglio viaggiare da soli o in gruppo?
Dipende da voi. In gruppo si condivide la logistica, si ha assistenza se qualcosa va storto e si guida con un ritmo concordato. Da soli si è liberi, ma si pianifica tutto. Molti scelgono la formula organizzata proprio per questo: meno stress, più strada.

Le strade sono in buone condizioni?
In generale sì, con differenze tra statali principali e provinciali interne, dove il fondo può essere più irregolare. È un buon motivo per non programmare tappe troppo lunghe.

In conclusione

La Sardegna in moto non si consuma in un anello veloce. Va scelta per territori e vissuta con tempo, con strade che chiedono attenzione e una logistica che non conviene improvvisare, soprattutto in gruppo e in alta stagione.

Al momento la Sardegna non è nel nostro calendario, ma le strade di montagna e le coste selvagge non mancano nemmeno nei nostri Viaggi in Italia 2026, con itinerari pensati per gruppi piccoli e ben seguiti. E se avete in mente l’isola per un gruppo di amici, scriveteci o chiamateci a Verona: ne parliamo volentieri.

Per altre idee, date un’occhiata ai migliori tour in moto in Italia nel 2026.